Conosciuto come diserbante ROUNDUP
In base ai termini dell’accordo, Monsanto verserà fino a un massimo di 7,25 miliardi di dollari. L’intesa si estende anche ai casi futuri: chiunque dimostri di essere stato esposto a Roundup prima del 17 febbraio 2026 e di aver ricevuto una diagnosi di linfoma non-Hodgkin potrà richiedere un risarcimento entro 21 anni da oggi. Si tratta di un elemento rilevante, poiché il precedente accordo del 2020 – dal valore di circa 10 miliardi di dollari – non contemplava questa copertura, lasciando Bayer vulnerabile a nuove azioni legali.
L’accordo non comporta alcuna ammissione di responsabilità da parte di Bayer e prevede una clausola che consente all’azienda di ritirarsi qualora l’adesione dei querelanti risultasse insufficiente. Gli indennizzi individuali saranno determinati secondo un sistema a livelli, che terrà conto del grado di esposizione al prodotto, dell’età al momento della diagnosi e della specifica tipologia di tumore.
Parallelamente, Bayer punta anche su un altro fronte per chiudere definitivamente la vicenda: la Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato di esaminare un ricorso presentato dalla società che, se accolto, potrebbe ridurre in modo significativo la possibilità per i cittadini di avviare cause sulla base delle leggi statali. Le udienze orali sono previste per la fine di aprile 2026.
Nel pezzo "Che spiga!" eravamo andati in Canada, primo produttore mondiale di grano duro e il paese da cui l’Italia importa ogni anno un milione di tonnellate. Lì le spighe erano coltivate con largo uso di glifosato.
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